Casa delle donne per non subire violenza ONLUS
Breve Descrizione dell’Associazione

L’associazione ha la finalità di solidarietà sociale, al fine di rimuovere ogni forma di violenza psicologica, fisica, sessuale ed economica alle donne e ai minori, italiani e stranieri, dentro e fuori la famiglia approfondendo la ricerca, la riflessione, promuovendo e svolgendo la formazione, implementando e gestendo azioni/progetti e servizi. L’associazione gestisce il Centro antiviolenza dove le donne possono trovare questi servizi:
– Colloqui telefonici;
– Colloqui individuali personali;
– Servizio di sostegno alla genitorialità e di psicoterapia focalizzata sul trauma;
– Informazione e consulenza legale;
– Sportello di orientamento e accompagnamento al lavoro;
– Accoglienza alle donne vittime di tratta;
– Sensibilizzazione dei contesti educativi e formazione delle agenzie della rete.

Territori di intervento

Comune di Bologna e territori del distretto Metropolitano.

Partner eventuali

Comune di Bologna e Città’ metropolitana

Persona di riferimento

Silvia Carboni

051-333173
Descrizione modulo di intervento
OBIETTIVI

OBIETTIVI PEDAGOGICI GENERALI
Sia come vittime, colpevoli o spettatori, i giovani sperimenteranno diverse forme di violenza basata sul genere nel corso della loro vita. In molti casi, tutto ciò avrà un impatto significativo sul loro benessere psicologico e mentale, sul loro livello di istruzione e sulle loro relazioni.
Focalizzare l’attenzione sulle ragazze e ragazzi di età compresa tra 14 e i 18 anni non solo mira a prevenire la violenza di genere in questi anni critici formativi, ma può anche riuscire ad arginare
la violenza negli anni successivi. Le giovani donne e giovani uomini, ragazzi e ragazze necessitano di sistemi di sostegno e luoghi sicuri per sviluppare degli atteggiamenti positivi nei confronti delle loro relazioni al ne di respingere quei valori e credenze che si basano su comportamenti violenti.
Il Progetto Youth4Youth mira a ridurre l’incidenza e l’impatto della violenza di genere nella società e nella vita dei giovani.

OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO
– Creare un ambiente sicuro in cui i giovani possano esplorare come la violenza di genere riguardi direttamente loro e i loro co
– Migliorare la conoscenza e la comprensione della natura della violenza di genere e le sue cause in materia di applicazione dei ruoli di genere e la disuguaglianza di genere.
– Aiutare i giovani a riconoscere il loro diritto di essere valutati e trattati con rispetto e la loro responsabilità di valorizzare e rispettare gli altri.
– Responsabilizzare i giovani nei confronti delle competenze e fiducia per diventare agenti di cambiamento nelle loro comunità, nella lotta e nella prevenzione della violenza di genere che riguarda loro e i loro coetanei.
– Portare il ruolo delle scuole ad un livello superiore per la prevenzione della violenza di genere tra i giovani e nella promozione di rapporti basati sulla tolleranza, il rispetto e l’uguaglianza.

ATTIVITA’

Formazione del corpo docente
Sono gli/le insegnanti ad avere la relazione educativa quotidiana con alunni/e e a poter dunque modificare in maniera stabile le pratiche e le culture trasmesse agli/le allievi/e. L’azione è indirizzata al corpo docente delle scuole superiori.
– Formazione generale: Saranno affrontati i temi della violenza di genere. Saranno forniti gli strumenti come gestire eventuale racconto di violenza subita o in generale se si viene a conoscenza di una situazione di violenza nella scuola o a casa degli alunni/e. .
La formazione ha durata di 4 ore.

Interventi con le famiglie
Il progetto prevede il coinvolgimento delle famiglie nell’ottica di un’alleanza tra agenzie educative nell’ambito della trasformazione dei modelli di genere. Si prevede, la realizzazione di due incontri, di due ore ciascuno, di riflessione e sensibilizzazione con i genitori per fornire loro strumenti a sostegno della genitorialità, utili a porre attenzione sulla complessità che caratterizza il percorso di costruzione identitaria dell’alluno/a.
– INCONTRO “GENITORI DI FIGLI MASCHI E FIGLIE FEMMINE”: è diverso educare un bambino o una bambina? È vero che ci sono giochi per maschi ed altri per femmine? Stereotipi di genere influenzano le scelte formative e relazionali di ragazze e ragazzi? Con l’incontro si vuole iniziare a rispondere a queste domande perché una educazione consapevole deve proprio affrontare in primis la questione degli stereotipi di genere, per educare i propri figli in modo equilibrato e sano, rendendoli protagonisti consapevoli e liberi nelle sfide che dovranno affrontare.
– INCONTRO “BULLISMO DI GENERE: SCHERZO O VIOLENZA?”: quando finisce lo scherzo e quando comincia la prepotenza-violenza? Come fare se il/la mio/a figlio/a è “preso di mira” oppure se è lui/lei quello che “provoca gli altri”? con l’incontro si vogliono dare gli strumenti ai adulti a riconoscere e a combattere il fenomeno del bullismo di genere.
Gli incontri con i genitori avranno una durata di due ore ciascuno.

Interventi con gli studenti/sse dei Istituti Superiori
Saranno coinvolte due classi del triennio.
Saranno svolti sei incontri di due ore ciascuno: i primi tre sul tema degli stereotipi e dei ruoli di genere, bullismo di genere nell’ambito scolastico e violenza di genere nelle relazioni intime tra gli adolescenti, come interrompere la violenza e chiedere aiuto. Negli ultimi tre incontri gli studenti lavoreranno in modo laboratoriale sulla produzione di rappresentazioni sul tema della violenza che abbiano come soggetti e destinatari i loro pari. Nella realizzazione degli elaborati potranno essere coinvolti i docenti di lingua straniera, immagine, musica…..
Si prevede di dare voce a riflessioni, esperienze, sentimenti e sensazioni sulla violenza di genere attraverso la realizzazione dei landays: si tratta di una forma di poesia tradizionale, inventata e praticata da popolazioni nomadi dell’Afghanistan, attualmente utilizzata dalle donne afghane per esprimersi liberamente, protette dall’anonimato.
Dalle due classi saranno scelti, in base volontaria alcuni studenti/sse che verranno formati (per un totale di sei ore) come peer educator su seguenti temi: comprendere il ruolo e le responsabilità di un educatore tra pari; sviluppare le capacità di un educatore tra pari; pianificazione e preparazione delle attività che gli educatori tra pari andranno a proporre ai loro coetanei.
Saranno previsti momenti di confronto mensili con i peer educator ed eventualmente un affiancamento alle loro attività con i loro pari all’interno dell’Istituto superiore durante tutto l’anno scolastico (affiancamento 15 ore).

TARGET

Il percorso coinvolgerà per ogni modulo: il corpo docenti e le famiglie dell’intero istituto superiore e due classi del triennio, con un’ulteriore coinvolgimento di alcuni studenti/sse come peer educator

METODOLOGIE

La metodologia si ispira al concetto di “educazione attiva”. Si tratta di uno stile formativo centrato sul soggetto, che viene stimolato ad apprendere attraverso l’esperienza, allo scopo di sviluppare conoscenze e competenze in relazione ai propri bisogni. Un apprendimento di questa natura stimola le risorse e le potenzialità originali dell’individuo facendo leva sulla promozione del protagonismo dei partecipanti e utilizza come strumento principale la relazione, sia quella che si instaura con le conduttrici, sia le relazioni che emergono nel gruppo dei pari, convinti che l’interazione significativa tra gli individui assuma un’importante funzione di mediazione cognitiva nell’apprendimento. Le tecniche utilizzate per favorire l’apprendimento, che si realizza all’interno e attraverso il gruppo principalmente nel “tempo del cerchio” sono: il problem solving, il role-playing, il brainstorming, l’esplorazione dei vissuti, la discussione in gruppo di “casi” concreti. In particolare con gli adulti si prevedono momenti di presentazione frontale di riflessione e di discussione collettiva a cui si alternano esercitazioni pratiche; è previsto l’uso di supporti didattici, lavoro in piccoli gruppi, compilazione di schede operative. Con gli/le studenti/sse lo stile di conduzione degli incontri avrà carattere interattivo – relazionale e utilizzerà linguaggi comunicativi differenti (verbale, visivo, corporeo) per creare uno spazio di comunicazione e confronto reale tra gli partecipanti.

STRUMENTI

Esempi di giornali, quotidiani, settimanali
Esempi di pubblicità sessista/non sessista
Esempi di video sui stereotipi e violenza di genere
Esempi di landays

Conduzione a cura di

Silvia Carboni, Masa Romagnoli; Daniela Tatti

Numero ore a modulo:

30 ore in codocenza 23 ore a conduzione singola

Numero utenti a modulo:

Corpo docenti dell’Istituto superiore Famiglie dell’istituto superiore 2 classi 8-10 per educatore

Costo totale del modulo:

500 euro

Eventuale cofinanziamento