APS Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile

Breve descrizione dell’Associazione

Il Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile, fondato il 26 maggio 1995, svolge attività di contrasto alla violenza di genere attraverso azioni di ricerca, formazione ed educazione. Si occupa inoltre di progetti finalizzati alla realizzazione delle pari opportunità e della promozione culturale delle donne. È attivo in tutte le occasioni di incontro e dialogo con le altre associazioni femministe locali e nazionali, collabora con l’Università e con le istituzioni. A partire dal 1995 è stata allestita una biblioteca specializzata nella saggistica delle donne, un archivio fotografico e una videoteca. La biblioteca conta oggi più di 4000 volumi.

Territori di intervento

Torino, Biella, Asti, Vercelli, VCO, Aosta.

Partner eventuali

Persona di riferimento

Natascia de Matteis

Descrizione modulo di intervento
OBIETTIVI

OBIETTIVI PEDAGOGICI GENERALI:
La figura della madre, al di là delle descrizioni presenti nella letteratura, nei mass-media, nell’arte e nelle cultura popolare, non ha una sua rappresentazione fondata sui dati concreti della realtà, ma è affidata prevalentemente a miti, astrazioni, proiezioni psicologiche, attese ideologiche o religiose, che hanno riversato sull’immaginario collettivo una serie di fantasie riconducibili a fissazioni cristallizzatesi nel tempo. Riscoprire l’autenticità del materno nella concreta storia delle madri, nonne o bisnonne, diviene un atto di verità capace di restituire delle figure a tutto tondo, ancorate alle esperienze soggettive realmente vissute dalle protagoniste, non più appiattite su visioni stereotipate o negate da un linguaggio sessista. Dell’immagine della “madre” è infatti costellata la storia e la letteratura, ma è una madre “parlata”, detta da altri, definita in funzioni dei bisogni di altri. Far parlare le madri, ascoltarle e raccogliere la loro esperienza, stabilisce già di per sé una forma di investitura di soggettività e di autorevolezza alle protagoniste.
Al contempo è un processo di apprendimento, da parte dei singoli attori, una presa di coscienza delle interrelazioni esistenti tra il sé e il fuori da sé, tra ciò che è parte di se stessi e ciò che non lo è. Il rapporto tra madre e figli/e è spesso soggetto a istanze, bisogni, attese e proiezioni molto complessi, che sfociano, specie nell’adolescenza, in conflitti, in inconsce proiezioni di sentimenti e di risentimenti, in desideri di imitazione o di distacco, in sensi di colpa, e spesso in incapacità a governare i mutamenti propri dell’età di passaggio dall’infanzia all’adolescenza. In questo senso, il percorso didattico-pedagogico che qui proponiamo, può aiutare madri e figli/e ad essere maggiormente consapevoli della propria soggettività, come entità a sé, distinta ma non necessariamente contrapposta all’altro/a, diviene educazione al riconoscimento dell’altro/a, quindi al rispetto della sua autonoma soggettività. In questo senso si può affermare che la relazione primaria tra madre e figli/e è il paradigma di tutte le altre relazioni.
Dal dialogo, l’esplorazione e la ricostruzione del vissuto, delle idee, dei sentimenti e delle esperienze che hanno accompagnato la vita delle propria madre (nonna o bisnonna), le/i figli/e potranno scoprire elementi di valore per sé, per la propria formazione e in specifico per la propria differenza o appartenenza di genere.

OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO:
– Sviluppare una effettiva e interiorizzata parità tra i generi
– Contrastare gli stereotipi di genere ancora presenti e influenti
– Restituire alle figure femminili della famiglia ruolo e significato
– Dare voce alla memoria del passato per poter vivere con fiducia il futuro
– Valorizzare gli aspetti formativi delle relazioni familiari e potenziarne la creatività
– Rinsaldare la collaborazione tra le famiglie e le istituzioni educative
– Educare al rispetto della e delle differenze, di genere, di età, di esperienze
– Colmare il divario esistente tra una cultura che privilegia i valori maschili con la riscoperta dei valori femminili
– Rafforzare nei giovani la conoscenza della realtà dell’essere madri in contrapposizione agli stereotipi esistenti
– Offrire la possibilità di stabilire un confronto contestualizzato tra le esperienza delle madri, nonne e ave, e quelle dei/delle giovani
– Favorire il dialogo tra generazioni diverse e tra genitori e figli/e
– Dare alto valore psicologico e sociale ai saperi femminili esperiti dalle madri
– Favorire l’iscrizione delle vicende familiari in un percorso storico e sociale
– Rinsaldare i legami femminili come fonte di ricchezza e di forza
-Concorrere ad armonizzare i rapporti tra i sessi.

ATTIVITA’

I primi due incontri saranno dedicati ad un momento di preparazione insieme ai/alle docenti al fine di assicurare un loro effettivo coinvolgimento ritenuto indispensabile per la conduzione del percorso. I successivi cinque incontri saranno invece dedicati ai momenti laboratoriali insieme alla classe (il gruppo classe è inteso sempre come alunni+docenti).
Primo incontro con insegnanti (codocenza – 3 ore):
Le insegnanti dovranno essere gli elementi animatori e diffusori dell’iniziativa. È dunque previsto un seminario introduttivo a loro riservato finalizzato a motivare le docenti in relazione al tema, curare la loro preparazione teorica e condividere la necessità della collaborazione con le famiglie. È prevista anche la distribuzione di materiali di consultazione. Con le insegnanti verrà inoltre predisposta una proposta alle famiglie. È uno snodo importante del programma che dovrà essere spiegato con delicatezza e rispetto, in modo da assicurarne la disponibilità. Si dovrà in questa fase fare intendere che ciò che si propone non è un’indebita intromissione nella loro intimità, ma una valorizzazione della loro storia, un arricchimento delle relazioni e delle identità familiari che sui rapporti con le/i figli/e può avere soltanto un’influenza positiva. È nelle conversazioni, nelle parole scambiate all’interno della famiglia, che si forma e si fortifica la stima di sé e il coraggio per affrontare la vita. Conoscere e apprezzare le proprie radici vuole dire assicurarsi una crescita armoniosa. Anche alle famiglie dovrà essere consegnata una griglia esemplificativa per guidare e orientare la ricerca. Con le insegnanti verranno inoltre discusse, dove necessario, situazioni problematiche nei gruppi classe in modo da poter elaborare e condividere le migliori strategie di approccio.
Primo incontro con la classe (gruppo classe – 2,5 ore):
– Spiegazione del progetto;
– Presentazione della struttura del giornale;
– Predisposizione di interviste-colloqui, da parte delle/gli alunni, diretti alla propria madre, nonna o bisnonna secondo una griglia-guida aperta a possibili interventi personali;
– Raccolta di fotografie, lettere o altro materiale. Gli alunni e le alunne sono invitati/e a ripercorrere la storia della propria madre, nonna, bisnonna o trisavola per farne oggetto di una narrazione, corredata dove è possibile di fotografie e documenti, e/o a stendere ricerche, corredate da riflessioni personali, sull’immagine della maternità;
– Disegno della donna della propria famiglia e del logo del giornale.

I loro elaborati consisteranno nella creazione di un giornale il cui tema sarà “le donne della mia famiglia” composto da articoli, rubriche, materiale fotografico, disegni, lettere e documenti o quanto altro possa essere considerato di interesse storico e documentario. Tra gli elementi che indichiamo come interesse della ricerca vi sono: zona geografica dalla quale provengono le protagoniste; collocazione sociale della famiglia; studi e/o lavori fatti; come hanno vissuto la propria giovinezza; matrimonio o convivenza o altro tipo di famiglia e numero di figli; come hanno vissuto la maternità; come hanno vissuto, se l’hanno vissuta, le intervistate più anziane la lontananza del marito o dei figli maschi per motivi di lavoro o di guerra; come erano distribuiti i ruoli all’interno della famiglia; come hanno conciliato gli impegni di lavoro con quelli della famiglia; se hanno partecipato o se partecipano ancora alla vita sociale e politica; episodi significativi della loro vita; in che misura e in che modo hanno potuto esprimere le loro opinioni; che idea hanno del ruolo della madre nella nostra società; che cosa avrebbero voluto fare e non è stato possibile; che cosa e in che misura l’alunno/a ritiene di avere ereditato dalla propria madre o nonna.
Ai/lle Bambini/e delle elementari verrà consegnata una griglia per le interviste ed una prima traccia per la costruzione del loro giornale.

Secondo incontro con la classe (gruppo classe – 2,5 ore):
laboratorio di scrittura. Guida alle/gli allievi/e nella stesura di un testo scritto sotto forma giornalistica o di intervista, corredato dei materiali visivi raccolti. Dopo il lavoro svolto insieme in classe le/gli allieve/i sono invitati a scrivere i pezzi del giornale a casa.
Il lavoro di elaborazione dei testi che raccontano la genealogia femminile della famiglia può essere a cura delle/gli allieve/i delle scuole, ma la cooperazione di adulte/i alla stesura, oltre che alla raccolta delle informazioni, è non solo permessa, ma incoraggiata. Si può considerare, quello che si chiede, un lavoro a più mani. Addirittura, qualora si tratti di allievi/e molto giovani, potrà essere ad opera della mamma o del papà, purché in forma di collaborazione, in modo da favorire la vicinanza tra le figure della famiglia: elemento che costituisce uno degli obiettivi dell’iniziativa.

Terzo incontro con la classe (gruppo classe – 2,5 ore):
Raccolta delle parti di giornale realizzate nella settimana, eventuali interventi correttivi rispetto al lavoro svolto. Realizzazione della quarta di copertina: collage delle pubblicità antisessiste, riflessione sui cataloghi dei negozi di giocattoli, sugli stereotipi, su come il femminile ed il maschile possono essere svalutati e/o ruolizzati creando situazioni di rischio di discriminazione e di squilibrio di potere alla base dei vissuti di violenza di genere.

Quarto incontro con la classe (gruppo classe – 2,5 ore):
Realizzazione della quinta di copertina: gioco delle parole intrecciate (i diritti delle donne). Verifica di tutti i materiali raccolti in preparazione dell’ultima giornata in cui si uniranno tutte le parti del giornale per la conclusione e presentazione del lavoro.

Quinto incontro con la classe (gruppo classe – 2,5 ore):
Composizione del giornale, discussione finale sul progetto

La/il detective a caccia di stereotipi: viene spiegato ai bambini e alle bambine che dovranno trasformarsi in “detective a caccia di stereotipi di genere” contenuti all’interno di pubblicità televisive per bambin* e adulti. Viene quindi proposta un’attenta analisi critica di spot pubblicitari con un focus di attenzione sul ruolo e sulle caratteristiche (stereotipate) cui è legata la figura femminile. Viene successivamente chiesto alla classe di ripensare alcune delle pubblicità viste eliminando gli stereotipi di genere trovati.

TARGET

Percorso laboratoriale rivolto alle/gli alunne/i delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Il percorso coinvolgerà per ogni modulo 25/30 alunne/i e le/gli insegnanti del gruppo classe per un totale di 15,5 ore di cui 3 con le/i sole/i insegnanti e 12,5 con il gruppo classe.

METODOLOGIE

l progetto verrà realizzato attraverso metodologie d’aula volte a creare un clima di gruppo cooperativo e libero da giudizi – sia tra le/gli alunne/i, sia tra le/gli insegnanti – elemento fondamentale per poter proporre e svolgere attività laboratoriali che richiedono la messa in gioco di ognuno in relazione al gruppo.
Le figure educative del gruppo classe (insegnanti) verranno coinvolte in prima persona durante tutto l’arco del progetto, al fine di attivare interesse e comprensione del tema, offrendo così alle/ai ragazze/i continuità didattica con il resto dell’attività curricolare.
Verranno valorizzati i processi comunicativi orizzontali, strumenti di influenza sociale (teoria dell’apprendimento sociale di A. Bandura) e base per un approccio alla conoscenza che avviene “tra pari”. L’interazione tra le/i componenti del gruppo di lavoro sarà promossa partendo da sé, dal confronto delle rappresentazioni individuali, per giungere all’analisi delle storie di vita familiari.
L’approccio narrativo (D.Demetrio) guiderà l’attività con le/gli alunne/i. Si sperimenterà: la raccolta di narrazioni attraverso uno strumento di codifica condiviso; la narrazione di sé attraverso la storia delle generazioni precedenti; la traduzione delle emozioni in parola; la sinergia trans generazionale sia nel momento della raccolta del materiale, sia nel momento della scrittura.
Il confronto con figure esperte (rispetto alla tematica e al metodo) partendo da materiali e pensieri elaborati dai partecipanti, permetterà di attivare processi di costruzione/decostruzione di credenze e stereotipi all’interno del gruppo classe (teoria della realtà come costruzione sociale di Berger e Luckmann). Attraverso il confronto tra pari, con le esperti e con le figure educative scolastiche, si vuole promuovere un’esperienza laboratoriale in grado di restituire ai singoli soggetti elementi di autostima e autoefficacia; nonché di maggiore conoscenza di sé, dei compagni e delle storie che accompagnano le vite familiari nel corso del tempo.
In sintesi la metodologia prevede:
laboratori espressivi
interviste narrative
educazione tra pari
laboratori di lettura
laboratori di scrittura creativa

Il questionario in oggetto parte dalla descrizioni di situazioni inerente al gruppo, per approdare a comportamenti che tipicamente accadono nella relazione di coppia.

STRUMENTI

– Template (su computer e stampato) del numero zero del giornale/quotidiano da personalizzare con i contenuti raccolti: editoriale, rubriche, pubblicità, foto, immagini.
– Esempi di giornali, quotidiani, settimanali
– Esempi di pubblicità non sessista: catalogo non sessista di Toys “R” Us; altri materiali: riviste, volantini pubblicitari
– Griglia per le interviste
– Bibliografia per le/gli insegnanti e i vissuti dei soggetti coinvolti;

Conduzione a cura di

Natascia De Matteis 

Numero ore a modulo:

3 ore in codocenza con il personale docente

12,5 ore a conduzione singola

Numero utenti a modulo:

1 classe

Costo totale del modulo:

Euro 900

Eventuale cofinanziamento

euro 166